Giovanni Marras. Abitare all’italiana. Tra la casa-fondaco e l’atelier

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a cura di Andrea Pastrello

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Negli ultimi decenni, con lo sviluppo rapido della connettività, sempre più sono emersi nuovi modi di intersecare lavoro e vita domestica. La casa oggi non è più un remoto ricovero in cui si torna la sera, dopo una giornata di lavoro in ufficio o in fabbrica; sempre più frequentemente è un luogo in cui, durante tutto l’arco della giornata, lavoro, tempo libero, cura del corpo, si avvicendano nei medesimi spazi. La famiglia nucleare non è più il modello dominante, sostituita da un ampio spettro di differenti forme di convivenza su cui la vita domestica si riorganizza. Forme alternative di domesticità che alla fede nel funzionalismo oppongono il disordine e l’estetica accumulativa degli objets-trouvées. Modi di organizzare lo spazio domestico i cui precedenti possono essere rintracciati nel prototipo dell’atelier, strettamente legato allo sviluppo urbano di Parigi, o nel loft newyorkese, diffuso negli ambienti dell’arte progressista e contestataria della controcultura della fine del secolo scorso.
La casa isolata come paradigma del rapporto uomo/natura, la casa-fondaco e l’atelier come luoghi pensati per vivere e lavorare al contempo sono gli archetipi da cui ha origine una ricerca compositiva sullo spazio domestico a partire da un luogo definito: Venezia. Il tema della casa dell’uomo e la questione più ampia e generalizzata dell’abitare rimanda a studi e ricerche, modelli, invenzioni tipologiche che, tuttavia, risultano difficilmente separabili dalla “presunzione ideologica” da cui avevano tratto alimento.
In una fase storica in cui la ricerca architettonica e la sperimentazione progettuale erano tutte orientate alla definizione di parametri universalmente validi per il disegno della casa razionale, nella V Triennale di Milano, del 1933, vengono presentati una serie di prototipi costruiti in scala 1:1, pensati a partire dall’unicità dell’esperienza dell’architettura, in cui riecheggia un certo approccio “italiano” all’architettura razionale destinato a riverberarsi nell’architettura degli anni a venire, contribuendo alla mitologia di quell’Italian Style diffuso e copiato nel mondo.

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Scheda tecnica

a cura di
Andrea Pastrello
anno
2018